Con la Legge 25 giugno 2026, n. 112 è stato convertito, con modificazioni, il D.L. 30 aprile 2026, n. 62, che contiene la nuova disciplina del “salario giusto”.

Non viene fissato un salario minimo orario uguale per tutti. La legge stabilisce invece che la retribuzione debba rispettare il trattamento economico complessivo previsto dai CCNL stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nel settore di riferimento.

In concreto, questi contratti collettivi diventano il parametro per individuare la soglia minima sotto la quale il trattamento economico complessivo del lavoratore non può scendere. La regola opera anche quando viene applicato un diverso contratto collettivo e, con specifici criteri, nei settori privi di una propria contrattazione collettiva.

Si tratta quindi di un modello di salario minimo diverso da quello basato su una cifra oraria stabilita direttamente dalla legge: l’importo della soglia varia in base al settore ed è determinato attraverso la contrattazione collettiva qualificata.

Fonti ufficiali: Gazzetta Ufficiale, Legge 25 giugno 2026, n. 112; testo coordinato del D.L. 30 aprile 2026, n. 62, art. 7.

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