Con la Legge 25 giugno 2026, n. 112, di conversione del D.L. n. 62/2026, sono state introdotte nuove tutele per chi lavora tramite piattaforme digitali, con particolare attenzione all’utilizzo di algoritmi e sistemi automatizzati.

La legge stabilisce che, per qualificare il rapporto di lavoro, contano le modalità concrete con cui viene svolta l’attività. Quando emergono elementi che indicano l’esistenza di poteri di direzione e controllo da parte della piattaforma, anche esercitati attraverso sistemi automatizzati, il rapporto si presume di natura subordinata, salvo prova contraria.

Le piattaforme devono inoltre informare i lavoratori sull’utilizzo degli algoritmi per assegnare le attività, determinare i compensi, valutare le prestazioni o limitare l’accesso alla piattaforma. In caso di decisioni automatizzate particolarmente rilevanti, come la sospensione o chiusura dell’account o il mancato riconoscimento del compenso, il lavoratore può chiedere una spiegazione comprensibile e il riesame da parte di una persona.

Per i rider vengono infine rafforzati i controlli sugli account: le credenziali sono personali, è vietata la cessione a terzi e la piattaforma non può attribuire più account allo stesso codice fiscale.

Fonti ufficiali: Gazzetta Ufficiale, Legge 25 giugno 2026, n. 112; testo coordinato del D.L. 30 aprile 2026, n. 62, artt. 12, 14 e 15.

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